Un ritorno nelle Wasteland che cambiò tutto
Il 31 ottobre 2008 arrivava in Italia Fallout 3, e il mondo dei videogiochi non sarebbe stato più lo stesso. Bethesda prese in mano l’eredità di Interplay e Black Isle Studios e la trasformò in qualcosa di completamente nuovo: un RPG open-world in prima persona, dove la libertà di scelta e la sopravvivenza nel deserto post-atomico diventavano un tutt’uno.
Un rischio che ha fatto la storia
Molti fan dei capitoli classici erano scettici: il passaggio al 3D sembrava un tradimento. Eppure Fallout 3 riuscì nell’impossibile – portare le Wasteland nella nuova generazione mantenendo l’anima ruolistica e il tono ironico e disperato della saga. Da Megaton alle rovine di Washington D.C., ogni passo era un viaggio tra civiltà perdute, mutanti e scelte morali impossibili.
Un’eredità indelebile
Oggi, a 17 anni dal suo debutto, Fallout 3 resta un simbolo: il titolo che ha riportato il brand alla vita, aprendo la strada a capolavori come New Vegas e a un intero universo di mod, spin-off e serie TV.
La guerra. La guerra non cambia mai.
Ma Fallout 3 sì che ha cambiato tutto.



